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Guida semi-seria ai dialetti locali quando la temperatura supera la soglia della sopravvivenza Nelle Marche non ci limitiamo a dire che “fa caldo”. Sarebbe troppo semplice. E del tutto inadeguato......
In un inglese da meme questo potrebbe suonare come “Leftovers, Picked Ones, Can’t Get Off This Ride, Wildly Unpairable”. Ma nel dialetto marchigiano queste categorie non sono battute...
San Valentino come processo di fermentazione affettiva. Nelle Marche non si parla di amore, si vive l’amore come trasformazione del corpo, del tempo e del linguaggio stesso. E se San Valentino fosse meno macaronico e più marcito?...
Nella semiosi culturale delle Marche, esiste un termine che non si lascia facilmente circoscrivere: le strolleche. Queste figure non sono semplici “streghe”: non appartengono né al demonologico ecclesiastico né al fantasy da manifesti illustrati. Sono sapienti popolari......
“Màgnece lo pà”: il modo di dire marchigiano che unisce ironia, saggezza contadina e misura. Scopri l’origine, l’uso quotidiano e la versione punk “Chew Fast, Brag Slow” di MarcheLove......
Un gioco pop-punk tra dialetto marchigiano e glam anni ’70. “Friche” significa bambine e ragazzine sveglie nel dialetto maceratese/fermano la nostra illustrazione le celebra in versione chic, ironica e super local....
Montanà non è semplicemente un abitante dei Monti Sibillini: è un’icona dell’entroterra marchigiano. La sua corazza è più resistente dei terremoti che scuotono la regione, e il suo carattere più coriaceo di una vecchia botte di castagno dimenticata nel borgo......
Roba da scosse elettriche e colpi al cuore! Nelle Marche non esistono semplici fiammiferi: esistono li FURMINANDI....
Un bambino chiede al padre: “Oh va’ vo’ vè lo vì?” (“Oh babbo, vuoi bere del vino?”) e riceve come risposta un tranquillo “Va vé” (“Va bene”). Questa piccola perla del dialetto fermano-maceratese non è solo un scioglilingua: è un codice culturale, un passaggio linguistico sistematico della B iniziale e intervocalica a V, che trasforma la lingua in musica e...
Zita e Zitu sono l’anima delle famiglie marchigiane; gossip senza filtri e racconti epici. Scopri come il dialetto rende unici zie e zii nelle Marche....
Nelle Marche non hai un semplice nonno o una semplice nonna: hai Nonnetu e Nonneta. Sono TUOI nessuno lo può negare. Il primo è il custode di una saggezza impossibile da verificare — e di un arsenale di strumenti misteriosi che “aggiustano tutto”......
Se esisti, è merito loro. Ma ridurre Memmeta e Babbetu al ruolo biologico sarebbe un insulto: loro sono archetipi viventi. E volente o nolente sono indiscutibilmente TUOI genitori.......
Quando il gioco non è mai solo gioco Cos’è ‘sto “lo jocà è tanto”? Se sei cresciuto tra le colline marchigiane, avrai sicuramente sentito un anziano tirare fuori questa frase: “Lo jocà è tanto.” Letteralmente: “Il gioco è tanto.” Traduzione semiotica a modo nostro: “Drama? Nah, let’s roll the dice instead”......
Qui non servono grandi discorsi, basta una cosa: una fiecca. Un piccolo cuneo di legno, spesso ricavato da uno scarto, infilato sotto una gamba traballante di un tavolo o di una sedia......
Boccette sacre e identità liquida: un tuffo nella fede portatile delle Marche Piccole, lucenti, potentissime. Le boccette dell’acqua benedetta di Loreto sono più di un oggetto sacro: sono un’icona marchigiana. Tra spiritualità, tradizione e senso d’appartenenza, custodiscono una tradizione che profuma di casa e miracoli quotidiani......
Il verbo “andare” nella sua versione più punk. E più marchigiana. We stole a couple of words from our nonne. Era tutto Jemo, Jimo, Jamo… e poi Polvero. E se ti sembra l’inizio di una ballata punk dialettale — hai colto il punto......
NOELLE – come concetto di NONLUOGO e NULLA marchigiano “Noelle”, usata per indicare una condizione di vuoto, di mancanza o di assenza. Significa letteralmente “in nessun luogo” o “da nessuna parte in particolare”, e viene spesso associata a una sensazione di noia o a un tempo trascorso senza fare nulla di significativo....
Ah, li Frichi! Nelle Marche, questa parola è onnipresente, tanto quanto il sale nell’acqua della pasta. Da Macerata a Fermo, “Frichi” è il modo affettuoso (e un po’ ironico) per chiamare i bambini....
“Essere Marchigiani è un destino. Significa stare al mondo in modo tellurico e fantastico al tempo stesso. Aver sempre la necessità di scappare e sempre – sempre – patire la nostalgia ineludibile del ritorno......
L’arte marchigiana di rispondere con sarcasmo Immagina la scena: sei seduto al pranzo di famiglia, stai giusto cercando di evitare domande scomode quando, puntuale come le tasse, arriva la temuta curiosità: "Allora, quand’è che ci presenti qualcuno?"...

Sci

“Eh Sci No”: l’ossimoro marchigiano Tra le mille sfumature del dialetto marchigiano, poche espressioni riescono a essere al tempo stesso affermazioni e negazioni, sì e no, bianco e nero, come “Eh Sci No”...
Pantalò, Fattò, Vergà e Garzò: la campagna marchigiana incontra il moderno ufficio Nella società mezzadrile marchigiana di un tempo, c’era una parola per ogni ruolo. Non era solo un sistema di lavoro: era una vera e propria gerarchia sociale, dove ciascuno sapeva esattamente quale fosse il proprio posto. Ma se oggi li guardiamo con uno sguardo contemporaneo, quei ruoli non...

La prima volta non si scorda mai Marche Love al Career Day Il 15 ottobre 2024 abbiamo fatto il nostro debutto ufficiale con Marche Love – WhatYouSay al Career Day nello spazio del MATT – Coworking di Macerata (che non è solo la nostra casa di lavoro quotidiana, ma anche il posto giusto per incontrare […]

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Ma chi era, e chi è, davvero la Vergara? E perché il suono della parola, soprattutto in dialetto maceratese, sembra così potente?...
Lo stile Marchigiano non è acqua. “Come te si ‘rvistita!?” o al maschile “Come te si ‘rvistito!?” è una delle espressioni più taglienti del dialetto marchigiano, spesso usata da parenti e amici in occasioni “istituzionali” come matrimoni, battesimi, comunioni o eventi chic. Questa domanda non è un semplice interrogativo, ma una sorta di giudizio velato – o, più spesso, nemmeno...
Se cammini per i borghi, le piazze o lungo la costa marchigiana, prima o poi sentirai questa parola: Vardasci. Non è solo un modo affettuoso (o talvolta dispregiativo) di indicare i ragazzi, ma racchiude in sé un intero mondo fatto di ribellione, giovinezza e un pizzico di sfacciataggine. Il termine, diffuso tra il Maceratese-Fermano e l'Anconetano (ma anche diverse regioni...
“(…)E che pensieri immensi, Che dolci sogni mi spirò la vista Di quel lontano mar, quei monti azzurri, Che di qua scopro, e che varcare un giorno Io mi pensava, arcani mondi, arcana Felicità fingendo al viver mio! (…)” Le Ricordanze – G. Leopardi...
Pesciaroli ( pescivendoli in dialetto maceratese) simpatico nome con il quale vengono chiamati abitanti delle località sulla costa maceratese, in particolar modo quelli Civitanova Marche....
L’Attitudine Cool alla Marchigiana. Se c’è una parola che racchiude un certo je ne sais quoi marchigiano, quella è “sgrizzi“. E no, non è un nome, ma un aggettivo, un verbo che racconta un atteggiamento, un modo di essere che è tanto affascinante quanto schietto......
C’è una frase che ogni marchigiano porta tatuata nell’anima (o meglio, nel dialetto). Non serve urlarla, non serve arrabbiarsi: basta sussurrarla con il giusto tono per mandarti KO. La frase è: “Te lo so ditto.”...

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